Viaggio Enologico nell’Arte – Parte 2

Nella parte 2 della Guida Estetica alla Degustazione, L’Universo Olfattivo, continuiamo il nostro viaggio enologico nell’arte. Questa volta il vino incontra l’arte astratta.

Wassily Kandinsky  “Circles in a Circle”, 1923
Wassily Kandinsky “Circles in a Circle”, 1923

Osservando un’opera di Wassily Kandinsky a primo impatto noti soltanto una serie di linee, forme e colori- ma non Kandinsky, lui le sentiva. Afflitto da una condizione neurologica chiamata sinestesia, vedeva il suono in colori e sentiva il rumore dei colori. Pioniere dell’arte astratta, dipingeva “composizioni” spesso ispirate dalla musica che, di natura, è astratta, esistente ad un livello sensoriale ed emotivo.

In un certo senso, si può dire lo stesso degli aromi. Anche se derivano da composti odorosi, non hanno una forma tangibile. Eppure, quando identifichiamo un aroma, è per associazione. Nello stesso modo, anche l’arte più realistica è, sempre e comunque, una rappresentazione di oggetti tangibili realizzati in base alla percezione dell’artista, ciò significa che esiste uno spettro più o meno astratto nell’arte.

L’arte astratta è un linguaggio visivo, composto da linee, forme e colori che va oltre la rappresentazione pura, emotiva e spirituale trapassando per l’universo sensoriale. Se Kandinsky poteva dipingere la musica, perché noi non possiamo “sentire” la sinfonia degli aromi in un vino, oppure “vederne” i colori, forme e geometrie? Forse sembra buffo descrivere gli aromi di un vino con l’analogia di un quadro di Kandinsky… ma magari possiamo diventare più espressivi in questa esperienza sensoriale con l’aiuto degli altri sensi e di metafore sinestetiche.

“I profumi e i colori e i suoni si rispondono come echi lunghi che di lontano si confondono in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte ed il chiarore. Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, e verdi come prateria; e degli altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione propria alle infinite cose, come l’incenso, l’ambra, il muschio, il benzoino, e cantano dei sensi e dell’anima i lunghi rapimenti.”

Charles Baudelaire, I Fiori del Male

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